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Il mix preliminare

Non esiste una vera e propria regola per procedere al mixing di un brano. Ognuno ha le proprie procedure, le proprie regole ed è giusto che sia così. Quello che conta come sempre è il risultato finale, non ha importanza se per ottenere il mix che stiamo cercando ci abbiamo messo 6 giorni o 6 ore, quello che conta è il mix. In ogni caso non c’è niente di male nell’impostare il lavoro al meglio fin dall’inizio, anzi, aiuta moltissimo e snellisce tutta l’attività , se è possibile fare un lavoro in meno tempo va solo meglio, senza perdere in qualità , semplicemente sistemando alcune cose fin dall’inizio, ottenendo un mix preliminare prima ancora di iniziare a mixare davvero.

Una cosa che in genere si trascura perchè si ha subito voglia di partire a mixare è che la fase di editing è da intendersi sempre prima del mixing. Quando arriva il momento di mixare al meglio le tracce bisogna assolutamente concentrarsi solo su equalizzazione, compressione, effetti e tutto il resto. Se alcuni strumenti non sono stati registrati perfettamente a tempo oppure qualche coro o la voce principale non sono perfettamente intonati non ci si potrà  mai concentrare e avere il mix migliore possibile, perchè si tende sempre a “fermarsi” e cercare di sistemare quello che non va. Potete semplicemente decidere di mixare senza badare a queste imperfezioni ma credo che non si possa mai ottenere un bel mix da tracce non completamente consistenti. Ricordatevi sempre di completare l’editing delle tracce da mixare sempre prima del mixing stesso e soprattutto fatelo “una volta per tutte”: se ci sono alcuni punti che devono essere ancora sistemati fatelo subito, altrimenti durante il mix ne sarete distratti.

Supponendo di partire da un insieme di tracce completamente consistenti e senza alcun problema di timing la prima cosa da fare è prendere un caro vecchio foglio di carta e una matita e semplicemente ascoltare la canzone così com’è, senza preoccuparsi di iniziare subito a smanettare con plugin e volumi. Cercate di capire come evolve il brano e annotate eventuali idee che possono saltarvi in testa durante l’ascolto. finito il pezzo, è il momento di fare di nuovo play, questa volta però iniziate a sistemare i volumi di ogni traccia in modo tale da avere il miglior bilanciamento possibile così come sono, sforzandosi a non toccare nient’altro che i volumi. Una volta che siete soddisfatti di questo “mixing con i volumi” passate al panning: pensate a dove “piazzare” ogni strumento e usate il pan nel modo più semplice che potete. Nel mio caso questo si traduce in 3 posizioni cardine: Left, Center, Right. Tutto qui. Per esempio a me piace suddividere così la batteria (ma non è una regola, a volte funziona meglio in altri modi e soprattutto voi potete sperimentare come volete):

Cassa, Rullante, Tom 2: Center
HiHat: 80% Left
Ride (se avete un microfono separato per il ride): 80% Right
2 Overheads: 100% Left + 100% Right
Tom 1: 100% Left
Floor Tom: 100% Right

E così anche per gli altri strumenti, pensate un po’ come preferireste “distribuire” gli strumenti, come se fossero all’interno di una stanza e voleste sentire i vari suoni provenire da punti diversi, in pratica è un momento abbastanza creativo, sperimentate cosa vi piace di più.

Se adesso provate a riascoltare tutto vi accorgerete che già  così avete un ascolto completamente diverso, i volumi sono tutti controllati e avete distribuito nello spazio tutti gli strumenti. Da questo punto in poi mixare sarà  decisamente più facile, potrete concentrarvi sulle giuste scelte di equalizzazione e compressione e così via fino ad arrivare ai send degli effetti e alle automazioni. Insomma, produrre un mix preliminare fatto semplicemente di volume e panning può aiutare moltissimo, magari porta via un po’ di tempo in più, ma ne vale la pena!

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