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Parallel Compression sulla batteria

Parallel Compression in REAPER
Parallel Compression in REAPER
Fino a qualche tempo fa, quando sentivo parlare di “parallel compression” pensavo a uno di quei concetti che probabilmente non avrei mai imparato nella mia vita, quei particolari argomenti troppo tecnici che, essendo complessi, avrebbero richiesto troppo tempo per essere assimilati, soprattutto dalla mia mente pigra. In realtà  si tratta di una tecnica molto usata, quasi classica.

Il concetto è molto più semplice di quello che possa sembrare: un compressore con un ratio molto alto su una traccia send.

Tutto qui? Ovviamente no, ma l’idea principale è proprio quella. L’utilità  di questo tipo di processing sta nella fase di mixing, quando è necessario dare più senso di “spazialità ” al bus della batteria, aumentando la spinta globale delle tracce di batteria. Come fare? Nella vostra DAW definite una nuova traccia (traccia aux, traccia effetto…la nomenclatura cambia in base alla DAW che usate), applicate un compressore negli insert e rinominate la traccia a vostro piacimento, ad esempio “Drum Comp”.

Mandate le tracce di Cassa, Rullante, Toms e hi-hat con un “send” alla traccia Drum Comp. Mettete in SOLO la traccia e fate play. Iniziate a impostare il compressore della traccia Drum Comp con un ratio molto alto (da 10:1 in su per esempio) con un release discretamente lungo in base al tipo di pezzo che state mixando (per un pezzo veloce diminuite il release opportunamente). Inizierete a sentire che sulla traccia Drum Comp la batteria cambia completamente, il compressore sta letteralmente “schiacciando” tutta la dinamica, in un certo senso rovinandola. Ma quando toglierete il SOLO alla traccia noterete come la parte di batteria ha acquisito una spinta in più! Potete tenere il volume della traccia Drum Comp anche piuttosto basso (anzi ve lo consiglio!), la compressione parallela aiuterà  in ogni caso la parte di batteria, mantenendo inalterata la dinamica dello strumento che, soprattutto per la batteria, è molto importante, in particolare nell’hard rock più che nell’heavy metal.

In questo modo riuscirete a mantenere la dinamica della batteria e in più avrete aggiunto una spinta importante a tutta la performance!

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4 comments

  1. Ciao e complimenti per il tuo sito!
    Leggevo con interesse questo articolo, ma avrei una domanda da farti, anche se sembrerà  banale.
    Sul BUS che effettua la compressione parallela della batteria, le tracce le devo mandare in send PRE o POST FX? E come equalizzazione? Lascio la traccia flat?

    Rinnovando i complimenti, ti ringrazio anticipatamente.

  2. Santo says:

    Ciao Daniele! Grazie per i complimenti, figurati, la tua domanda non è affatto banale.

    Se mandi in send una traccia PRE fader tutto quello che succede alla traccia FX che riceve l’input (in questo caso dove hai applicato la compressione) rimarrà  indipendente dal fader della traccia dalla quale stai mandando il send. Per esemplificare, mandando in PRE send dal canale “gruppo” della batteria se dovessi abbassare completamente il volume del gruppo, continueresti comunque a sentire l’effetto sulla traccia della compressione. Al contrario, se la mandassi in POST fader, abbassando il volume del gruppo di tracce della batteria non sentirai più nulla in ingresso al canale compressione. Praticamente il PRE e POST sta proprio per “PRE fader” (cioè indipendentemente dal volume della traccia) o “POST fader” cioè mandi il send facendolo dipendere anche dal volume della traccia stessa. Non c’è un modo giusto o sbagliato di farlo, tendenzialmente con il PRE sei più tranquillo 😉

    Come equalizzazione sulla traccia della compressione rimarrei flat, anche perchè l’effetto desiderato non deve essere troppo “alto” quindi mantenendo un volume ragionevole di solito non è il caso di compensare nulla in frequenza.

    Spero di aver risolto i tuoi dubbi! In ogni caso sono qui, scrivimi quando vuoi! Ciao!

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